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Energy sharing e comunità energetiche al centro della transizione energetica europea: a Roma la AEEC Spring Conference 2026

Si è svolta a Roma la AEEC Spring Conference 2026, dal titolo “From regulation to reality: energy sharing in the next phase of Europe’s energy transition”, organizzata dallo Studio Legale Sani Zangrando in collaborazione con AEEC – Association of European Energy & Climate Lawyers, network europeo di professionisti del diritto dell’energia e del clima

L’evento ha riunito rappresentanti delle istituzioni, autorità di regolazione, associazioni di settore, operatori energetici, mondo finanziario ed esperti legali per discutere il ruolo crescente dell’energy sharing e delle comunità energetiche nella nuova fase della transizione energetica europea.

Ad aprire i lavori sono stati Stefano Zangrando, founding partner dello Studio Legale Sani Zangrando, e Christian Held, Chairman di AEEC e founding partner dello studio Becker Büttner Held, che ha evidenziato come la transizione energetica europea stia entrando in una fase di “reality check”, segnata dal ritorno della geopolitica al centro delle politiche energetiche e da una crescente divergenza tra approcci nazionali, velocità di implementazione e interpretazioni del quadro normativo europeo.

Nel suo intervento, Held ha sottolineato come i modelli di energy sharing e le comunità energetiche rappresentino molto più di strumenti tecnici locali: “sono uno dei simboli del passaggio da un sistema energetico centralizzato a uno distribuito, basato su consumatori sempre più attivi e su una maggiore resilienza costruita dal basso”. Held ha inoltre richiamato l’attenzione sulle principali sfide ancora aperte: la capacità del sistema di gestire livelli crescenti di decentralizzazione, il bilanciamento tra efficienza e solidarietà e la sostenibilità economica dei nuovi modelli di condivisione dell’energia.

A introdurre la prima sessione è stato Dirk Buschle, partner dello studio Becker Büttner Held, sede di Bruxelles, che ha evidenziato il divario ancora esistente tra l’ambizione normativa europea e la concreta implementazione nazionale delle comunità energetiche. Buschle ha osservato come negli ultimi anni l’Unione Europea abbia costruito un quadro regolatorio sempre più sofisticato per la transizione energetica, ma che “una volta usciti da Bruxelles, la realtà appare molto più complessa”.

Secondo Buschle, le energy communities sono oggi chiaramente riconosciute dal diritto europeo, ma rimangono forti criticità legate a recepimenti incompleti, interpretazioni divergenti e applicazioni nazionali non sempre coerenti con gli obiettivi originari delle direttive. “La vera domanda non è se le comunità energetiche esistano nel diritto europeo, ma se siano realmente operative o ancora bloccate tra ciò che è teoricamente possibile e ciò che è concretamente praticabile”, ha affermato Buschle.

Nel corso della prima sessione, dedicata alle iniziative locali di energia rinnovabile e ai modelli di condivisione dell’energia, Emilio Sani, founding partner dello Studio Legale Sani Zangrando, ha evidenziato come il settore energetico stia vivendo un passaggio cruciale: “non più soltanto produzione di energia, ma gestione intelligente dei flussi energetici”. Secondo Sani, l’allineamento tra produzione e consumi, insieme all’elettrificazione dei consumi, rappresenta una condizione necessaria per evitare dispersioni di energia rinnovabile e contenere i costi infrastrutturali.

Sani ha inoltre posto l’attenzione sull’evoluzione normativa europea, che amplia il ruolo degli “active customers” e introduce nuove modalità di condivisione dell’energia anche al di fuori delle tradizionali configurazioni delle comunità energetiche, aprendo la strada a modelli più flessibili e meno onerosi. Tra i temi centrali del suo intervento anche la necessità di sviluppare nuovi strumenti finanziari e modelli “energy as a service” per facilitare gli investimenti locali e aggregati.

Josh Roberts, esperto europeo di comunità energetiche, ha invece offerto una panoramica sull’evoluzione del quadro normativo UE e sullo stato di implementazione delle energy communities nei diversi Stati membri. Roberts ha ricordato come oggi in Europa siano presenti oltre 8.000 comunità energetiche, ma abbia evidenziato anche le forti differenze tra i vari Paesi nell’attuazione concreta delle direttive europee.

Secondo Roberts, uno degli aspetti chiave è evitare di confondere il concetto di energy sharing con quello di comunità energetica: “l’energy sharing è uno strumento, mentre le energy communities rappresentano un modello organizzativo più ampio, fondato sulla partecipazione democratica e sul controllo locale dell’energia”

Nel pomeriggio la conferenza ha approfondito il tema del nuovo market design europeo e dei modelli di finanziamento dei progetti di condivisione dell’energia. Tra gli interventi più attesi quello di Livio De Santoli, componente del Collegio di ARERA, che ha richiamato il ruolo strategico della regolazione nella gestione della transizione energetica italiana. De Santoli ha definito i prossimi sette anni come “cruciali” per il passaggio dai combustibili fossili alle rinnovabili e ha indicato nella “vera diffusione dell’energia condivisa” una delle principali sfide regolatorie dei prossimi anni.

Nel suo intervento, De Santoli ha inoltre evidenziato la necessità di garantire certezza dei tempi, chiarezza nell’accesso alla rete e maggiore coinvolgimento attivo dei consumatori-prosumer, sottolineando come la competitività economica delle rinnovabili rappresenti oggi un elemento centrale non solo per la decarbonizzazione, ma anche per la sostenibilità economica del sistema energetico.

La giornata si è conclusa con una sessione dedicata al ruolo delle infrastrutture e del settore pubblico nello sviluppo di sistemi energetici più resilienti e distribuiti, con il coinvolgimento di rappresentanti di utility, enti pubblici, associazioni e centri di ricerca.

Nel complesso, dalla conferenza è emersa con forza la necessità di accelerare il passaggio dalla definizione normativa alla concreta implementazione dei modelli di energy sharing, considerati sempre più centrali per la sicurezza energetica, la competitività economica e la resilienza dei territori europei.

 

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©️ Sara Rossatelli

 

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