A che punto siamo con la normativa legata ai data center? Nell’articolo pubblicato su Lexology, Greta Maria Campisi e Laura Ballarin, avvocati del nostro studio, offrono una panoramica aggiornata sul quadro normativo e sui prossimi passi che l’Italia intende intraprendere per favorire nuovi investimenti nel settore.
Il 5 novembre 2025 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha pubblicato la Strategia per l’attrazione degli investimenti esteri nei data center, con l’obiettivo di rendere l’Italia una destinazione privilegiata per questo tipo di infrastrutture e rafforzarne il ruolo di hub digitale europeo e mediterraneo. La strategia si affianca a una serie di interventi normativi in via di definizione, volti soprattutto a semplificare e accelerare le procedure autorizzative.
Il documento individua i punti di forza del sistema italiano: una rete diffusa di infrastrutture digitali ed energetiche, la presenza di distretti industriali e PMI (che favoriscono lo sviluppo di edge data center), approdi di cavi sottomarini, rete in fibra, IXPs, una rete elettrica stabile in alta tensione e poli tecnologici avanzati. Attualmente la maggiore concentrazione di data center si registra in Lombardia, Piemonte, Lazio e Puglia, ma il Sud Italia è considerato particolarmente strategico, anche grazie al ruolo chiave nel traffico dati del Mediterraneo.
In questo contesto si inseriscono politiche di riequilibrio territoriale e attrazione degli investimenti, come la ZES unica per il Mezzogiorno, che introduce un’autorizzazione unica tramite lo Sportello Unico Digitale ZES, e la possibilità di individuare aree di interesse strategico nazionale per grandi investimenti superiori a 400 milioni di euro. Il MIMIT intende inoltre potenziare il sistema informativo SINFI per supportare gli investitori nella scelta dei siti, integrando dati su infrastrutture digitali, rete elettrica, aree industriali, fonti rinnovabili e rischi ambientali.
Uno dei principali nodi critici riguarda oggi la complessità e frammentazione delle autorizzazioni, che coinvolgono urbanistica, valutazioni ambientali, AIA e permessi edilizi, senza una procedura unica né una normativa nazionale specifica sui data center. In attesa di un quadro organico, sono state adottate linee guida ambientali dal MASE (2024) e indicazioni regionali, come quelle della Lombardia. Per superare queste criticità, è in fase avanzata una proposta normativa – attesa nel cosiddetto DL Energia – che dovrebbe introdurre una procedura autorizzativa unica, con tempi certi (massimo 10 mesi), integrazione delle valutazioni ambientali e ulteriori semplificazioni per i progetti strategici.
La strategia affronta anche il tema cruciale dell’approvvigionamento energetico, evidenziando la necessità di uno sviluppo coordinato delle infrastrutture elettriche. In questo ambito si richiamano strumenti come i PPA, incentivati dal decreto del luglio 2025, le aste FER II e FER X, il Testo Unico sulle fonti rinnovabili e le misure per le imprese energivore. Viene inoltre sottolineato il ruolo di ARERA nel rivedere le regole di connessione alla rete, per evitare saturazioni virtuali e fenomeni speculativi.
Nel complesso, il legislatore italiano sembra aver riconosciuto il ruolo strategico dei data center per lo sviluppo economico e digitale del Paese. Il quadro normativo è in rapida evoluzione e nei prossimi mesi sono attesi interventi decisivi per rendere l’Italia più competitiva e attrattiva per gli investimenti nel settore.
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Foto di Taylor Vick su Unsplash