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Sentenza TAR Abruzzo, Pescara, Sez. I, 26.10.2022, n. 421. Autorizzazione unica ex art.12 del D. Lgs. n.387 del 2003 – Legittimità del rilascio del titolo nonostante il parere contrario espresso dal Comune

Link alla sentenza:

https://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/visualizza/?nodeRef=&schema=tar_pe&nrg=202200143&nomeFile=202200421_01.html&subDir=Provvedimenti

 

Chiamato a pronunciarsi sul provvedimento con cui la Regione Abruzzo ha rilasciato l’autorizzazione ex art. 12 del D.lgs. n. 387 del 2003 per la realizzazione e messa in esercizio di un impianto fotovoltaico di potenza pari a 996 kW volto alla produzione di idrogeno verde, il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Abruzzo – Pescara, con la sentenza in oggetto, ha rigettato il ricorso promosso dal Comune nel quale è prevista la realizzazione dell’impianto.

Il Comune, in sede di Conferenza dei servizi, aveva espresso parere contrario motivato dall’ubicazione del progetto in zona agricola e dalla presunta non compatibilità dell’intervento con la destinazione urbanistica dell’area, la quale avrebbe ammesso esclusivamente la realizzazione di opere strumentali alla conduzione del fondo agricolo. Nel ricorso al T.A.R. il Comune ha riproposto analoghe censure, sostenendo inoltre che l’area di progetto fosse interessata dalla presenza di colture agricole di pregio; il che avrebbe avvalorato il diniego espresso dall’Ente in sede autorizzativa.

Il T.A.R. ha invece ritenuto legittima la scelta operata dalla Regione Abruzzo di autorizzare l’intervento nonostante il parere contrario dell’Ente locale, in ragione di quanto testualmente previsto dall’art. 12, comma 7, del D.lgs. n. 387 del 2003, a mente del quale gli impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile “possono essere ubicati anche in zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici” e del fatto che l’Autorizzazione Unica “costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico” ove le sue previsioni non siano coerenti con la pianificazione urbanistica locale, ai sensi del comma 3, primo periodo.

In aggiunta, il T.A.R. rileva nella sentenza in esame che in sede di Conferenza dei servizi erano sono stati correttamente raccolti i pareri favorevoli di tutti gli altri Enti interessati dalla realizzazione dell’impianto, ciascuno per le rispettive competenze; e che il parere contrario del Comune, “basato, come emerso, su ragioni di carattere essenzialmente urbanistico, è stato non irragionevolmente ritenuto recessivo, giacché l’Amministrazione predetta in ogni caso non ha dato documentale contezza dei dedotti caratteri agricoli di pregio dell’area interessata dalla realizzazione dell’impianto; (…) anzi il terreno risulta ricadere in zona E1 ‘agricola normale’ del PRG”.